Brevi, devozionali e abitini: gli amuleti di Nostra Signora

 

Chiamati anche devozionali o devozioni, abitini o abbatini, i brevi sono piccoli sacchetti di stoffa cuciti a mano e recanti all’interno oggetti apotropaici per proteggere dal male come erbe, piccole frasi scritte, pietre, peli di animale, cera di candele benedette e via dicendo.

L’uso è antico quanto l’uomo ed è diffuso in molte parti del mondo. In Italia i brevi sono tra gli amuleti più utilizzati nelle pratiche di medicina popolare, sopratutto al sud.

“Devozioni” – Sellano (Perugia) proteggevano i bambini dal malocchio

Ernesto del Martino nel suo “Sud e Magia” ci porta la testimonianza di un giovane il cui abatino era stato confezionato per proteggerlo da uno spiritello dispettoso che gli faceva continuamente sentire un fastidioso cri-cri che non gli permetteva neppure più di riposare (documentario “Sud e Magia”, E. De Martino, 1978)

L’uso più diffuso rimaneva comunque quello di amuleto per i neonati ed i bambini piccoli contro il malocchio, l’invidia degli altri per avere un bambino più bello o più sano.

Talvolta erano le suore del convento a confezionarli e a donarli ai nuovi nati. Altre volte erano le masciare, le streghe, le donne che sapevano.

Il brevi veniva cucito alle spalline della canottiera in modo da restare costantemente a contatto con la pelle della persona, giorno e notte, svolgendo così la sua azione protettiva contro il male.

Nella foto un breve contenente un frammento di budello di lupa, amuleto usato per proteggere la gravidanza, secondo l’informatore utilizzato più di centosessanta volte (Casoli, Teramo).

Se i fanciulli erano i principali fruitori, il breve veniva usato anche per proteggere da altri mali o spiriti come abbiamo visto sopra. Pare che anche nel 1600 si portasse un breve contro la peste a forma di cuore e contenente borragine, dittamo, aloe e corteccia di limone.

Il termine breve come sostantivo significa striscia di carta o pergamena con breve iscrizione. In questo senso per breve si intendeva in passato un documento pontificio contenente istruzioni.
Ma esso indica anche “certi piccoli involti con entro una breve orazione ed invocazione, ovvero reliquia accertata da un breve, da portarsi al collo per devozione, e simili” (dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani).
Tale usanza rimanda a tadizioni ebraiche ed arabe sull’uso di invocazioni, parole magiche ed iscrizioni portate indosso.

Il termine abatino o abitino invece ci conduce alla devozione mariana, in particolare al culto verso Nostra Signora del Monte Carmelo (o del Carmine), nome ufficiale della Madonna il cui culto precede la sua stessa nascita di almeno nove secoli, come spiega la pagina Wikipedia ad essa dedicata. La nube carica di pioggia vista da Elia e narrata nella Bibbia venne identificata con Maria che, portando in grembo Gesù, dona la fecondità al mondo.

E qui scivoliamo tranquillamente indietro nel tempo e possiamo vedere le raffigurazioni varie del Sarco Femminile (di cui l’acqua è elemento imprescindibile) reperibili in molte culture del Mediterraneo e dell’Africa e, anche qui, espresse con le rappresentazioni madre-bambino.

Fu la Beata Vergine del Carmelo a donare, durante una visione di un suo adepto, l’uso dello scapolare come protettivo.

Lo scapolare è una striscia di stoffa con apertura per la testa e pendente sul petto e sul dorso (appoggiato sulle scapole, appunto). Può avere un cappuccio o no. Molto utilizzato nella devozione mariana da diversi ordini cattolici.

Nella sua forma in miniatura viene chiamato abitino, da cui il dialettale abatino o abbatino (che ricorda anche la figura del monaco, colui che probabilmente portava lo scapolare).

La foto a fianco riproduce la statua della Madonna del Carmelo nella chiesa di Sant’Ilario a Casale Monferrato, dove abito.

Come si può vedere Ella porta in mano dei devozionali ricordandoci la pratica di indossarli per avere la sua protezione.

In fondo potrete vedere alcuni brevi che ho preparato sfruttando la mia passione per le medicine tradizionali ed il folklore e quella per le arti femminili come il ricamo, anch’esse piene di magia.

Sono realizzati con tessuto antico di lino, colorato con curcuma e ricamati a mano seguendo l’iconografia classica del Sacro Cuore. All’interno hanno erbe protettive secondo la tradizione.

Se sei interessat* ad avere un brevi personalizzato contattami pure, mi capita di realizzarne anche su richiesta.

Se vuoi approfondire con un workshop, se vuoi organizzarlo nella tua città o se vuoi frequentarlo online tramite Skype (individuale o di gruppo) puoi scrivermi e richiedere maggiori info.

Oppure puoi seguirmi sui social per vedere le mie creazioni legate alla folk-art.

Micaela

© 2020 Micaela Balìce
Qualsiasi riproduzione senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

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DISCLAIMER Nonostante antropologicamente esista la categoria di medicina popolare, questa non è da confondersi con la medicina classica. Le informazioni qui ritrovate hanno un carattere divulgativo quindi non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.).

Immagini:
– “devozionali” e “Breve con budello di lupa” – fotografie tratta da: “Le tradizioni popolari in Italia – Medicine e Magie” – AA.VV., Banca Provinciale Lombarda, 1989
– Beata Vergine del Carmelo: foto dell’autrice
– brevi in lino: realizzati e fotografati dell’autrice

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