Simbologia lunare e tradizione popolare – parte 2

Magie e iniziazioni nel mondo femminile contadino

di Micaela Balìce

Originariamente pubblicato in L’ombra – tracce e percorsi a partire da Jung, rivista semestrale edita dall’Associazione per la ricerca junghiana, numero doppio 7/8, novembre 1999 – giugno 2000, Moretti e Vitali Editori, Bergamo, pp.15 – 29.

Quando mi laureai in Pedagogia ad indirizzo Sociologico presso l’Università di Torino portai come tesi i risultati un’indagine svolta nel territorio del Basso Monferrato, prevalentemente tra contadini e sopratutto contadine, legata al ciclo della vita, ovvero i riti di passaggio nel mondo rurale. L’obbiettivo primario era, però, trovare testimonianze di un legame tra il mito lunare e la vita delle donne. Lo trovai.

In questo articolo, pubblicato per L’ombra nel 1999, riassumo parte della mia tesi. L’articolo è piuttosto lungo e verrà qui diviso in cinque parti.

Questa è la parte 2.
Parte 1
Buona lettura

Iniziazioni nel mondo femminile contadino: un’indagine sociologica

Quanto di questi rituali femminili e del loro legame con l’astro lunare si sia trasmesso e sia rimasto nella cultura tradizionale locale, è stato tema di un’indagine condotta nel 1993 in un’area geografica comprendente il Monferrato Casalese nell’area compresa tra Casale e Moncalvo (11).

Mediante una serie di interviste a donne di origine prevalentemente contadina di un’età compresa tra i sessanta e gli ottanta anni, si è tentato di recuperare il vissuto femminile legato alle ritualizzazioni della comunità contadina, in particolare al calendario lunare femminile e alla sua connessione con le potenzialità della donna.
Ne è emerso un quadro abbastanza chiaro del legame lunare con la sessualità e la fertilità, evidenziato da credenze, rituali, proverbi, canti, tabù e superstizioni che scandivano la crescita della donna dalla pubertà in avanti.

Il mondo dell’infanzia viene infatti ritenuto, in tali culture, come un momento di indifferenziazione: ai bambini i misteri della vita vengono preclusi, ed essi cominciano ad acquisire conoscenze solo dopo l’età puberale e attraverso una serie di passaggi strettamente codificati.

I due rituali che segnano i passaggi femminili sono appunto quelli legati al sangue mestruale: pubertà e gravidanza. Attraversato ciascuno di essi, la donna si trova a modificare il suo status all’interno sia della famiglia sia della collettività.

A scandire il tempo femminile è la luna con le sue quettro fasi: piena, declino, nera, crescita. Ciascuna fase è di sette giorni per un totale di ventotto, poi il ciclo ricomincia. Ogni fase ha un’importanza per la comunità intera, dettando le leggi per una corretta semina, un corretto raccolto, per il tagli degli arbusti, la vinificazione, la conservazione degli alimenti ecc. (12)

Simboli di tali fasi sono la fertilità, la crescita, il guadagno, il favore delle forze cosmiche nelle fasi di luna crescente e piena; viceversa la sterilità, il declino, la carenza, il timore per l’ultraterreno nelle fasi di luna calante e nera.

La donna, come manifestazione umana di tale astro, non poteva che assomigliare alla luna: il suo ciclo di ventotto giorni presenta momenti di fecondità nei quali essa porta salute e benessere, e momenti oscuri nei quali la sua distruttività va controllata (13).

Che la donna assomigli alla luna è riconosciuto ancora in modo palese dalle contadine: ella è lunatica, instabile, ha un ciclo mestruale di ventotto giorni, se regolare ha tredici mestrui all’anno, e questa analogia veniva usata per ricordarsi il periodo successivo del mestruo (14).

Ma la donna non solo segue la luna: ella «è come la luna», sottolinea la Bonnet (15). La donna regolare e in armonia con le forze cosmiche ha un ciclo mestruale che corrisponde pienamente alle fasi lunari: è sterile (mestruata) in luna nuova ed è fertile in luna piena, e tale analogia può scandire i ritmi e i tempi delle nascite in funzione del bisogno comunitario.
La donna è la luna, è la rappresentazione di un potere sottile, cosmico, universale.

Tutto ciò è testimoniato dal modo di chiamare il mestruo: avere le lune, il momento della luna, la malattia della luna. «Le più esperte dicevano che quando si fa la luna arrivano»«La mestruazione avveniva in luna nuova» sostengono le signore Maria Debernardis e Camilla Buonadonna, come ripescando da un baule di ricordi informazioni un tempo importanti (16).

Questa situazione anomala dell’essere femminile non può che estendere il suo influsso, sempre secondo la logica del rintracciare connessioni e analogie dal micro al macrocosmo e viceversa, a tutta la comunità: la donna fertile porta frutti, fa fiorire, crescere e fermentare gli alimenti, porta benessere e cose buone alla famiglia e al gruppo di appartenenza; viceversa se sterile o mestruata ella distrugge anche la vita degli altri esseri viventi come piante, animali, relazioni parentali.

Le immagini delle streghe o delle guaritrici fanno parte di questo immaginario collettivo, nel quale alcune donne più di altre impersonificano il potere distruttivo-generativo femminile, così come le levatrici diventano le intermediarie fra mondo femminile e maschile e le tutrici dei riti di passaggio. Nuore e suocere sono un altro binomio che caratterizza i ruoli sociali nel contesto contadino: come la luna da nuova diventa vecchia per rigenerarsi, così anche la giovane donna sposata entra in un contesto familiare dove vive già una grande madre, la suocera, con la quale deve subire grossi confronti. Ma nel calendario ciclico è poi lei, la nuora, a divenire la successiva grande madre, conquistandosi il potere al declino della precedente.

Continua…

©1999 Micaela Balìce
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

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NOTE:
11) Cfr. M. BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di Laurea, A.A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino) consultabile presso la Biblioteca Civica di Casale Monferrato.
12) Cfr. P. GRIMALDI, Il calendario rituale contadino, Franco Angeli, Milano 1993.
13) Cfr. J. BONNET, La terra delle donne e le sue magie, Red, Como 1991, pp. 25 ss.
14) Cfr. M. BALICE, op. cit., p. 32.
15) J. BONNET, op. cit., p.35
16) Cfr. M. BALICE, op. cit., p. 32.

Bibliografia

M. BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A.A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino).
J. BONNET, La terra delle donne e le sue magie, Red, Como 1991.
DE GUBERNATIS, Storia comparata degli usi nunziali in Italia e presso gli altri popoli indo-europei, Trevers, Milano 1878.
M. ELIADE, La nascita mistica, Morcelliana, Brescia 1980.
J.G. FRAZER, Il Ramo d’oro, Newton Compton, Roma 1992.
C. GINZBURG, Storia notturna, Einaudi, Torino 1989.
P. GRIMALDI, Il calendario rituale contadino, Franco Angeli, Milano1993.
M.E. HARDING, I misteri della donna, Astrolabio, Roma 1973.
C.G. JUNG, La donna in Europa, in Realtà dell’anima, Boringhieri, Torino 1963.
E. NEUMANN, La Grande Madre, Astrolabio, Roma 1981.
R. SICUTERI, Lilith, la luna nera, Astrolabio, roma 1980.
A. VAN GENNEP, I riti di passaggio, Bollati Boringhieri, Torino 1992.

Immagine Demetra dal web, no credits disponibili.

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