Simbologia lunare e tradizione popolare – parte 4

Magie e iniziazioni nel mondo femminile contadino

di Micaela Balìce

Originariamente pubblicato in L’ombra – tracce e percorsi a partire da Jung, rivista semestrale edita dall’Associazione per la ricerca junghiana, numero doppio 7/8, novembre 1999 – giugno 2000, Moretti e Vitali Editori, Bergamo, pp.15 – 29.

Quando mi laureai in Pedagogia ad indirizzo Sociologico presso l’Università di Torino portai come tesi i risultati un’indagine svolta nel territorio del Basso Monferrato, prevalentemente tra contadini e sopratutto contadine, legata al ciclo della vita, ovvero i riti di passaggio nel mondo rurale. L’obbiettivo primario era, però, trovare testimonianze di un legame tra il mito lunare e la vita delle donne. Lo trovai.

In questo articolo, pubblicato per L’ombra nel 1999, riassumo parte della mia tesi. L’articolo è piuttosto lungo e verrà qui diviso in cinque parti.

Questa è la parte 4.
Parte 1parte 2parte 3
Buona lettura

Luna nuove e piena: strategie per il concepimento

Come la luna scandisce il ciclo femminile, così indica i tempi propizi per i matrimoni e le gestazioni. Nel 1878 De Gubernatis scriveva: «Il mese lunare e il mese delle donne facendosi corrispondere, si comprende ancora perché dagli antichi si preferisse per la celebrazione dei matrimoni il plenilunio e il novilunio». (30)

Ma sicuramente le lune migliori erano quelle del grande ciclo dei rituali di fertilità, ovvero i plenuluni compresi tra Natale e Pasqua, soprattutto l’ottava di Pasqua: tale periodo dell’anno appartiene a un vero e proprio calendario del rituale collettivo di fertilità e di propriziazione delle forze invisibili.

Il periodo termina con il plenilunio pasquale. La risurrezione del figlio divino, il mito dell’eroe che risorge sconfiggendo il male, mito che mensilmente viene ricordato dal sorgere di una nuova fase lunare, trova massima espressione nel periodo pasquale, dove le sinergie sono maggiori: il plenilunio, l’equinozio (il maggiore equilibrio degli elementi) e la primavera, tempo sacro di rigenerazione universale.

L’antico rituale di fertilità viene riprodotto anche nella cerimonia matrimoniale: cortei degli sposi che raggiungono la chiesa o la futura casa, così come cortei di bimbi guidati da una coppia di finti sposi nelle questue primaverili; lancio di grani e riso, così come raccolta di uova in tali questue, eccetera. (31)

Lo stato della donna “adottata” nel clan familiare del marito oscilla però fino al momento della nascita del primo figlio; in questo periodo ella deve acquisire l’arte sacra delle trasformazioni: cucina, orto, cura degli animali, cura della casa sono le sue competenze.
La luna torna a scandire la vita femminile prestandosi come calendario di fertilità, e come nume in grado di propriziare nascite forti maschili o femminili.

Una prima simbologia riscontrata nella ricerca è il pellegrinaggio dei giovani sposi al Santuario di Crea, nel Monferrato, dove una Madonna Nera elargisce grazie tra cui quelle legate ai concepimenti, in relazione alle credenze sulla nascita dei bambini che venivano presi dai dipinti di putti presenti sulle volte delle cappelle. Le Madonne in genere, ma ancora di più le iconografie di Madonne Nere, sono legate ad antichi culti lunari della Grande Dea che si manifesta nei duplici aspetti; una sua prima rappresentazione è il cono o pilastro di pietra (32). A Rosignano Monferrato, ricorda Maria Luisa Squassi, si narra ci fosse un sasso dove le donne sterili si sfregavano o si sedevano invocando la tanto desiderata fertilità.

Ma la luna appare anche in modo manifesto nelle strategie di concepimento contadine: l’analogia del ciclo lunare con quello femminile permette di scandire tempi fertili e tempi sterili, e se il mestruo corrispondesse al novilunio la simbologia sarebbe completa: luna nuova sterilità; luna piena fertilità.
Il sapere tradizionale infatti indica come tempo favorevole al concepimento la fase della luna piena, soprattutto per avere una bambina; per generare un maschio occorreva invece la luna nuova. Oppure, come ricorda Camilla Buonadonna, «se lo facevi al mattino nasceva un maschio, e alla sera la femmina». In entrambi i casi si può ipotizzare l’utilizzo della sinergia energetica dell’astro notturno: al massimo della sua fertilità (luna piena o alla sera) si genera il femminile; quando il suo potere è in declino (luna nuova o al mattino) è propizio al maschile, che è legato maggiormente alle energie solari (33).

Anche in questo caso il novilunio carnevalesco segna un momento di trasgressione e quindi di future nascite: «C’era veramente che quasi corrispondeva a nove mesi quelle date lì», ricorda Olinda Maranzana. Già Cerni ha sottolineato come alle lune chiare dei mesi invernali venissero attribuite maggiori influenze propiziatrici al concepimento, e Grimaldi, nelle sue ricerche, indica come alle feste carnevalesche corrispondesse «un periodo di trasgressione sessuale che determina un più elevato rischio di concepimento». (34)

Questo periodo viene preservato dalla fecondità grazie alla luna nuova che lo domina, ma consente anche di avere un maggior numero di parti verso novembre-dicembre successivi, periodo di riposo dal lavoro per la cultura contadina: ciò significava che le donne potevano essere meglio seguite sia nel travaglio sia nel puerperio. Il calendario delle nascite contadine trova corrispondenze anche in quello religioso: Gesù nasce a dicembre, Maria viene presentata al tempio il 2 febbraio, dopo quaranta giorni di reclusione (ovvero una luna e mezza) e lì viene purificata, e il ciclo ricomincia col novilunio carnevalesco e il plenilunio pasquale.

Ma anche le immagini che si disegnano sul volto della luna piena possono ricondurci alla sua capacità di scandire i tempi fertili e sterili: nel Casalese è emersa l’esistenza di un personaggio, il Mungìn, la cui figura si delineava nelle notti limpide sul volto della luna vecchia. Il Mungìn è un contadino con un cappellaccio sul capo, recante in mano un cesto contenente cavoli appena colti o rubati. Oppure si vedeva un cavallo con un carro, e si diceva che c’era «il Mungìn cal ‘ndava a venrdri i coi ant la lün’na» (Il Mungìn che andava a vendere i cavoli sulla luna). Il «Mungìn cun la cavagna dal versi» (Il Mungìn col cesto delle verze), ovvero il «Mungìn d’la lün’na» che vende i cavoli o li ruba, visto in paesi diversi del Monferrato casalese, non può che essere l’espressione della potenzialità fertile dell’astro lunare nella sua fase di massimo splendore (35).

Il cavolo è nel mondo contadino il simbolo della nascita, non solo per la credenza che i bimbi nascano sotto tale ortaggio, ma anche per altre analogie ancora più profonde: intanto le verze vivono per tutto l’inverno, da novembre fino a primavera inoltrata, offrendo nutrimento abbondante in tutti i paesi del nord Europa (nel mondo contadino di allora, ricordiamolo, ci si nutriva dei prodotti della terra locali in sinergia con le stagioni, per cui a volte il cavolo era l’unico ortaggio che resisteva ai geli). Il suo nome latino, caulis, significa sia fusto, sia pianta, sia pene.

Il modo di piantare il cavolo è in stretta analogia con l’atto sessuale, poiché col pollice le donne facevano un boco nella terra dove veniva inserito il piantino. La raccolta comprende una serie di gesti noti alle levatrici: la testa del cavolo viene presa tra le due mani, fatta ruotare dolcemente e tirata; infine con la roncola si recide il fittone così come il cordone ombelicale. Infine il cavolo, nella tradizione erboristica popolare, presenta una varietà infinita di impieghi terapeutici, tra i quali quello di aumentare il latte della puerpera e di espellere il feto morto.
Il cavolo del Mungìn non fa altro che ricordare la fertilità della luna piena femminile, ed è corretto che sia un uomo a vederlo, rubarlo o comunque a fare da veicolo affinché la gestazione abbia luogo.

Continua…

©1999 Micaela Balìce
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

 

 Se ti fa piacere puoi lasciare il tuo commento in fondo al post.

NOTE:
30) DE GUBERNATIS, Storia comparata degli usi nunziali in Italia e presso gli altri popoli indo-europei, Treves, Milano 1878, p. 214
31) Sui rituali primaverili crf. J. BONNET, op cit.; P. GRIMALDI, op. cit.; M. BALICE, op. cit., pp. 41 ss.
32) Sulle Madonne Nere e il loro legame con l’aspetto oscuro del femminile cfr. M.E. HARDING, op. cit., p. 117.
33) Cfr. sul tema, anche per le citazioni seguenti, M. BALICE, op. cit., pp. 121 ss.
34) F. CERNI, Credenze ed usi relativi al concepimento e alla gravidanza nella tradizione popolare istriana, «Lares», XII, 3, 1941, pp. 201-209; P. GRIMALDI, op. cit., p. 102.
35) Cfr. M. BALICE, op. cit., pp. 121 ss., per ciò che concerne la figura del Mungìn. Per ciò che riguarda il cavolo cfr. ibidem, pp. 162 ss. E J. BONNET, op. cit., pp.82 ss

Bibliografia
M. BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A.A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino).
J. BONNET, La terra delle donne e le sue magie, Red, Como 1991.
DE GUBERNATIS, Storia comparata degli usi nunziali in Italia e presso gli altri popoli indo-europei, Trevers, Milano 1878.
M. ELIADE, La nascita mistica, Morcelliana, Brescia 1980.
J.G. FRAZER, Il Ramo d’oro, Newton Compton, Roma 1992.
C. GINZBURG, Storia notturna, Einaudi, Torino 1989.
P. GRIMALDI, Il calendario rituale contadino, Franco Angeli, Milano1993.
M.E. HARDING, I misteri della donna, Astrolabio, Roma 1973.
C.G. JUNG, La donna in Europa, in Realtà dell’anima, Boringhieri, Torino 1963.
E. NEUMANN, La Grande Madre, Astrolabio, Roma 1981.
R. SICUTERI, Lilith, la luna nera, Astrolabio, roma 1980.
A. VAN GENNEP, I riti di passaggio, Bollati Boringhieri, Torino 1992.

Immagini dal web, no credits disponibili.


commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...