Le Medicine Tradizionali ai tempi del Covid

Mi sono sempre chiesta, lungo tutti questi mesi, se e come le medicine tradizionali fossero presenti in modo più o meno latente durante l’epidemia da Coronavirus.

Non ho voluto affrontare l’argomento prima che la tensione non fosse scemata per evitare fraintendimenti. Non intendo sostenere che le medicine popolari sostituiscano quelle convenzionali, ma credo fermamente che l’istinto di cura naturale sia insito nella natura umana (fortunatamente!) e che per istinto siamo portati a cercare modalità terapeutiche e preventive usando ciò che il nostro ambiente ci offre.

Ho realizzato quindi dei piccoli sondaggi attraverso i social cercando di coinvolgere chi era disponibile a dirmi se avesse usato un qualche rimedio naturale come prevenzione o come sostegno alla cura durante il periodo di influenza del virus.

Ho anche chiesto se vi fosse qualcuno che avesse usato anche qualche amuleto in senso protettivo.

Ringrazio tutte le persone che hanno partecipato e cercherò di sintetizzare gli approcci e di ricavare delle conclusioni.

Amuleti

Amuleti e atti di protezione

Per quanto riguarda gli amuleti e gli atti di protezione vi è stata meno partecipazione. Credo che ciò sia dovuto al fatto che scaramanzia e superstizione sono malviste nella cultura italiana e considerate parte dell’ignoranza popolare.

In realtà tutto ciò è molto relativo: un calciatore che indossa qualcosa di particolare o fa un gesto per propiziarsi il gol (che sia il segno della croce o un qualsiasi altro) appartiene alla normalità, una persona comune che indossa un ciondolo così come un rosario per proteggersi da qualche malanno non ci tiene a comunicarlo per non essere giudicata negativamente.

Inoltre tendiamo per cultura a non riconoscere come atti protettivi quelli legati alla nostra ritualità religiosa: per cui pregare o portare un santino nel portafoglio vengono considerati in modo normale mentre vediamo come superstiziose le invocazioni rituali di popoli che riteniamo primitivi rispetto ai nostri. L’aspersione dell’incenso nelle funzioni religiose cattoliche, per esempio, viene vissuto diversamente nella nostra cultura dall’aspersione dei fumi della salvia bianca nei rituali dei nativi americani.

Nel nostro piccolo comunque ho potuto verificare che al primo posto tra i gesti rimane la preghiera.

La preghiera è considerata il rimedio guaritore maggiormente utilizzato in tutte le culture del mondo, ed il più potente. C’è chi ha ritualizzato perfino una cerimonia al giorno nominando le persone da proteggere e chi si è concentrato sulla preghiera quotidiana.

Al secondo posto troviamo ciondoli da portare con sè come protettori: angioletti, simboli religiosi o spirituali, sacchetti devozionali e protettivi.

I sacchetti protettivi sono di piccole misure e possono contenere erbe, olii essenziali, talvolta anche frasi, preghiere o altri oggetti come minerali, ciocche di capelli etc. Vengono portati addosso, tenuti con una spilla o indossati come una collana in modo che siano vicini al cuore. Questi si chiamano brevi e sono molto usati nella tradizione popolare italiana. Potrete trovare maggiori informazioni in questo articolo.

Un altro modo di utilizzare i sacchettini protettivi è anche appenderli alle porte per proteggere l’intera casa: chiusi con nastri colorati come il rosso o il verde e magari con qualche cornetto di peperocino che, si sa, protegge da male e malocchio.

Non sono stati nominati i santi, ma ci tengo a ricordare che nella nostra tradizione italiana, due in particolare proteggono dalle epidemie: Santa Lucia, la santa degli impossibili, e San Rocco, il pellegrino vissuto nel XIV secolo che attraversò l’Italia curando e confortando gli appestati e che da allora si prende cura dei malati durante le epidemie. In Italia vi sono chiese e chiesette dedicate al santo: se ne contano circa tremila.

Rimedi

RIMEDI NATURALI

Per quanto riguarda i rimedi naturali invece vi è stata una maggiore partecipazione e devo dire anche una buona conoscenza delle risorse che madre natura ci ha messo a disposizione per sostenerci e curarci in autonomia.

Partirò da quelli italiani e naturali, l’aglio al primo posto. Disinfettante antibiotico e antivirale se riesce a scacciare i vampiri sicuramente allontanerà anche esseri ben più minuti come i virus. Le sue proprietà sono riconosciute anche dalla farmacopea, unica attenzione è per chi ha la pressione bassa perché l’aglio tende ad abbassarla ulteriormente.

Il propoli e miele sono altri rimedi utilizzati per la maggior parte: prodotti dalle api hanno grandi qualità di rinforzo delle difese immunitarie e dell’organismo in genere. Non sto ad elencarle per non scrivere un qualcosa di incompleto: in rete trovate materiale a sufficienza per farvi un’idea di questi meravigliosi rimedi i cui utilizzi sono davvero vari.

Limone ed echinacea seguono nella mia piccola inchiesta: non usati insieme ovvio. Il limone disinfetta, pulisce il sangue, abbassa la febbre ed è sempre un rimedio utile in caso di raffreddori ed influenze. L’echinacea con le sue proprietà di stimolare le naturali difese dell’organismo, viene sovente consigliata come prevenzione ai cambi di stagione.

Seguono gli olii essenziali: il timo innanzi tutto, per le sue proprietà antibatteriche. Miscelato nei purificatori da ambiente con altri O.E. come arancio, limone o lavanda, contribuisce a mantenere l’aria pulita. Ma, come ogni O.E. può essere messo su un fazzoletto o sul cuscino (una o due gocce) per respirarlo durante il giorno o la notte.

Il timo veniva usato anche in passato, fresco in tisana o nei fumenti che le nostre nonne preparavano per liberare le vie repiratorie ed aiutare nei casi di influenze. Ricordo che se non avete del timo in casa potete sempre usare in sostituzione l’origano: hanno proprietà molto simili.

Rosa canina e cardo mariano seguono, assunti più in forma di composti fitoterapici che non naturali, aiutano ad aumentare le difese immunitarie (la rosa canina è ricca di vitamina C) e a sostenere l’organismo. Il cardo mariano è infatti un antiossidante ed epatoprotettore utile in genere per pulire l’organismo ed in caso di assunzione di farmaci.

Troviamo poi le erbe estere, che arrivano da altri paesi ma il cui uso è oramai globalizzato e che sono ben consciute per le loro proprietà curative. Anche queste in genere vengono assunte in composti o preparazioni fitoterapiche e non come la natura le ha fatte: alga clorella, spirulina, tabebuia (o lapacho) per esempio, con le loro proprietà specifiche puliscono, rinforzano, disinfettano, aumentano le potenzialità dell’organismo.

Diverso è per lo zenzero o la curcuma che, pur essendo native di altri paesi, fanno parte oramai anche del nostro mondo delle spezie e possiamo quindi trovarle in cucina ed utilizzarle in entrambi i sensi.

Lo zenzero è molto utilizzato in caso di influenza e come prevezione, in genere accompagnato dal miele. La curcuma sta avendo sempre maggiore risalto per le sue proprietà antiossidanti e depurative e viene integrata nella dieta alimentare o usata come rimedio sia nella sua forma di radice sia come integratore alimentare.

Ma la globalizzazione ci porta anche a condividere altre medicine tradizionali, come l’Ayurveda: il golden milk o latte d’oro, che io non conoscevo, è un rimedio classico della medicina indiana che aiuta a riforzare l’organismo e ad aumentare le difese immunitarie, è antinfiammatorio e migliora digestione e disturbi intestinali, scioglie i grassi e migliora le articolazioni rendendole meno doloranti e più elastiche (molto interessante).

Mi è stato indicato durante il sondaggio ed è composto da latte, curcuma, pepe e 1 goccia di olio. Per la ricetta affidatevi alla rete, non l’ho ancora sperimentato.

Un altro interessante rimedio tradizionale appartenente questa volta alle popolazioni del sud America è l’uso del tabacco. Il mio collega e compagno di avventure nella ricerca sulle medicine popolari Nicola Diego Dentico mi ha raccontato di quest’uso.

Miscelato in polvere insieme alle ceneri di altre erbe viene insufflato nelle narici tramite un’apposita cannuccia, il rapé.
Il tabacco tiene sveglie le difese immunitarie, anche se questo non è il suo obiettivo principale: pare che la gente con alti livelli di nicotina assunta in questo modo sia più difficilmente aggredibile dal covid.

Insieme concordavamo nel ricordare che la pratica di sniffare tabacco è comunque stata presente nella nostra cultura europea fino al secolo scorso: è interessante che certe pratiche, che da noi si sono perse, si siano invece conservate come medicina popolare in altre parti del mondo.

Infine vi sono le vitamine: Vit. C e D in primo luogo. La prima lo sappiamo, ci protegge, aumenta le nostre difese ed abbassa gli stati infiammatori. La seconda, anche in sinergia con la Vit K2, perché è rientrata tra i fattori concausa, in caso di carenza, per l’attecchimento del virus. Le sue proprietà sono legate al metabolismo del calcio e in genere noi la assumiamo quando stiamo al sole (e la reclusione non ha aiutato in questo senso).

Credo che di stimoli e indicazioni ne siano emersi a sufficienza e per quanto mi riguarda mi ci ritrovo: sicuramente la prima cosa che faccio è metter mano a ciò che ho in cucina. Quindi miele, limone, timo o origano, aglio non mancano mai. Così come non mancano gli olii essenziali ed il propoli.

L’unica cosa che aggiungerei a questa lunga lista di rimedi naturali, e che mi è venuta in mente ascoltando i racconti di chi ha passato quei giorni di influenza virale, è l’uso degli impacchi o come si chiamano in piemontese: i papin.

L’impacco può essere fatto con semi di lino, crusca ma anche sale grosso per le infiammazioni: si fa tostare in una padella l’elemento fino a che imbrunisca ma non bruci, e si mette caldo in un sacchetto di stoffa di cotone. Ancora caldo viene posato sul petto (o sulla zona dolorante) finchè non raffredda.

Impacchi ai semi di lino o alla crusca possono aiutare ad ammorbidire il senso di secchezza e bruciore dovuto a infiammazioni a bronchi e polmoni. Non so se qualcuno li ha sperimentati. Io l’avrei fatto, male non fa.

In conclusione ringrazio di cuore chi ha risposto ai sondaggi: potevo scrivere io due righe ma non sarebbe stata la stessa cosa. Quello che volevo verificare è quanto ancora siamo legati alle nostre medicine naturali e tradizionali, quanto ancora vogliamo essere autonomi nelle scelte curative e privilegiare la prevenzione attraverso i doni di Madre Terra per mantenere la salute fin dove è possibile.

Potete ovviamente aggiungere un commento in fondo al post se vi fa piacere e raccontare anche voi la vostra esperienza e se siete interessati ad approfondire potete seguire i miei workshop, tra cui quello dedicato all’erboristeria domestica.

State in salute.

© 2020 Testo di Micaela Balice
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

DISCLAIMER Nonostante antropologicamente esista la categoria di medicina popolare, questa non è da confondersi con la medicina classica. Le informazioni qui ritrovate hanno un carattere divulgativo quindi non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.).

Immagini: brevi fotografia originale dell’autrice. Le altre dal web royalty free.

2 risposte a "Le Medicine Tradizionali ai tempi del Covid"

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