Fisiologia al femminile: il ritmo mestruale

Questo aticolo è stato scritto nel 2007 per il sito web Il Calderone Magico ed è il quinto di sette articoli legati al femminile ed al suo legame psichico e biologico con gli influssi lunari. Lo riporto integralmente senza modifiche nonostante l’età.

1 – La scoperta del proprio sé ciclico
2 – Fisiologia al femminile, la fisiologia lunare
3 – Il Lunario mestruale
4 – Luna Rossa, la prima iniziazione
5 – Il ritmo mestruale
6 – Gravidanza e parto, la seconda iniziazione
prossimamente:
7 – Menopausa, uscire dal ciclo

Il ritmo mestruale

Diversi ricercatori in studi sul folklore sostengono che la tradizione popolare assegni al mestruo la tendenza a manifestarsi sempre verso una fase lunare precisa: la Luna Piena o la Luna Nuova.

Nelle donne giovani, secondo le contadine, è più facile che avvenga in Luna Nuova ciò per favorire con la Luna Piena (ovulazione) la naturale fertilità femminile; viceversa nelle donne mature è possibile che il mestruo si presenti in Luna Piena, invertendo la sinergia con le forze lunari.

Una sinergia non è migliore rispetto l’altra ma le condizioni possono mutare a seconda delle fasi emotive ed evolutive che attraversiamo (e vedremo il comparire del mestruo spingersi verso la fase lunare opposta): la comprensione di questo movimento è necessaria per analizzare il nostro ritmo biologico.

Utilizziamo gli spunti di Miranda Gray in Luna Rossa che, con la sua chiarezza, è riuscita a dotare di strumenti interessanti le sue lettrici.

La Gray semplifica le due possibilità di ciclo mestruale con due tavole: la prima fa riferimento al ciclo della Luna Bianca, ovvero quando il mestruo avviene in Luna Nuova.

Questo ciclo corrisponde alle fasi descritte in precedenza, dove la “fase della Strega” combacia con la Luna Nuova e con il Mestruo.

L’altro ciclo, chiamato dalla Gray della Luna Rossa, si presenta “capovolto” rispetto al precedente. La mestruazione non combacia col momento di sterilità lunare ma col momento energetico più fertile: la Luna Piena.

Questo orientamento non è più espressione delle energie di procreazione ma anzi la forza creativa della donna è tutta rivolta verso sé stessa. Tale ciclo può essere associato alla “seduttrice” e alla strega che si manifesta nelle notti di luna piena.

Questa fase può appartenere a donne che stanno concentrando la propria attenzione sulla realizzazione di sé, che vivono le relazioni affettive non con l’obbiettivo di mettere su famiglia ma come gratificazione pulsionale, o che vogliono canalizzare la propria creatività per sé stesse, magari nel lavoro.

rielaborazione grafica di Maria Giusi Ricotti

Ovviamente le schematizzazioni proposte dalla Gray sono solo indicative: le fasi descritte non hanno confini netti, anzi sfumano l’una nell’altra e possono variare di ciclo in ciclo.

Ogni donna può però segnare su una tabella o un quaderno ciò che prova nelle varie fasi.

Schematicamente i “capitoli” delle informazioni necessarie potrebbero riassumersi nei seguenti:

Fase della Strega

Ciclo mestruale, segnare:
Primo giorno del mestruo: data e posizione lunare (fase e segno astrologico)
Tipologia del flusso (scarso, medio, abbondante)
Dolore durante il ciclo (scarso, medio, forte)
Durata del ciclo
Umore – percezioni – sensibilità – sogni
Atteggiamento verso gli altri
Bisogno di isolamento: si/no
Rapporto con la sessualità
Rapporto col cibo

Fase della Vergine

Fase successiva a quella del mestruo, segnare:
stato fisico
tipo di energie: creative (voglia di fare, costruire) o conservative (voglia di riposare, meditare)
Umore – percezioni – sensibilità – sogni
Atteggiamento verso gli altri
Bisogno di isolamento: si/no
Rapporto con la sessualità
Rapporto col cibo

Fase della Madre

Fase dell’ovulazione, segnare:
sintomi: leucorrea, tensione al seno, addome gonfio…
tipo di energie: creative (voglia di fare, costruire) o conservative (voglia di riposare, meditare)
Umore – percezioni – sensibilità – sogni
Atteggiamento verso gli altri
Bisogno di isolamento
: si/no
Rapporto con la sessualità
Rapporto col cibo

Fase dell’Incantatrice

Fase premestruale, segnare:
sintomi: tensione al seno, addome gonfio, cefalee, mal di latesta, dolori alla schiena, nervosismo…
tipo di energie: creative (voglia di fare, costruire) o conservative (voglia di riposare, meditare)
Umore – percezioni – sensibilità – sogni
Atteggiamento verso gli altri
Bisogno di isolamento
: si/no
Rapporto con la sessualità
Rapporto col cibo

Considerando ogni fase della durata di all’incirca una settimana, questa traccia di per sé è già indicativa e sufficiente a raccogliere una serie di dati significativi.

Ciascuna donna potrà evidenziare ulteriori variabili che le interessano. Ad esempio vi è inserito “rapporto col cibo” perché spesso le donne hanno un pessimo rapporto col proprio corpo: si vedono enormi e grasse anche quando non lo sono ma soprattutto non sono consapevoli che quando si vedono “brutte e obese” è facile che si trovino in una particolare fase mestruale, sovente quella tra l’ovulazione e il successivo mestruo, dove il corpo si rigonfia e trattiene e vanno in circolo ormoni dal vago sentore depressivo.

Non è necessario fiondarsi a fare diete o a prendere pasticche “brucia grassi” quando in realtà si è gonfie di liquidi che si libereranno normalmente entro una decina di giorni.

A quel punto sembrerà che il rimedio abbia funzionato, peccato che al ciclo successivo tutto si ripresenterà, compresa la frustrazione e depressione relativa.

Invece la consapevolezza che il ciclo è composto anche di una fase di rigonfiamento normale e fisiologica magari non rende estremamente felici ma dà l’opportunità di conoscere e di sapere come il proprio corpo si trasforma.

Si può allora imparare ad accettare il corpo e a dialogare con lui: se si sa che il rigonfiamento è fisiologico la serenità con cui questa fase viene accolta farà in modo che l’organismo non tenda al ristagno e si liberi non appena possibile di tutti quei liquidi trattenuti.

Pertanto la fase “mongolfiera” durerà poco, non intaccherà particolarmente l’umore e consentirà al corpo di liberarsi con facilità anche di altre tossine senza trattenere più nulla.

Le donne sono trattenitive per natura: hanno spesso addomi gonfi e tanto duri quanto è il tempo che trattengono emozioni, pensieri, sentimenti, paure, dolori, sogni etc… tutto chiuso nello scrigno del ventre che ha paura di partorire nuove idee e fa ristagnare ogni cosa con gli effetti immaginabili: gonfiore addominale, flatulenza, dolore lombosacrale, mestrui dolorosi e sballati, depressione (tossine che circolano fino al cervello), scarsa energia, frustrazione etc.

Tornando allo schema proposto, lo stesso discorso fatto per il cibo vale anche per altre variabili, in generale questo lavoro serve per esplorare quale ritmo (fisiologico, umorale, energetico…) ha il proprio corpo e come questo si manifesta.

Se, per esempio, una donna soffre di cefalea premestruale saprà che il suo corpo le sta dicendo esattamente quello: “preparati che arriva il ciclo”.

Restare serena, rilassarsi, magari rimandare degli impegni alla settimana successiva (anche più carica energeticamente) sarà ottimale per ammortizzare la sindrome premestruale e permettere al mestruo di scorrere con naturalezza.

Ovviamente il lavoro di osservazione e registrazione, perché abbia valore, va svolto per un tempo lungo, almeno un anno, prima di tirare le somme, tenendo in considerazione che siamo vive pertanto si cresce, si cambia e ci si evolve continuamente ed, anche, si invecchia.

Variazioni nell’andamento generale del ciclo possono indicare cambiamenti interni e maturazioni personali: se si tende ad avere un ciclo della Luna Bianca (mestruo in Luna Nuova) e poi questo si sposta verso la Luna Rossa (mestruo in Luna Piena) potrebbe essere indice che nella propria vita, dopo essersi dedicata tanto alla famiglia e ai figli è nato il bisogno di dedicarsi a sé stessa e rivolgere la creatività verso l’interno.

Questo lavoro può anche farci conoscere meglio la nostra interiorità: scoprire quando abbiamo voglia di darci agli altri o di rinchiuderci in noi, di creare ed investire le energie oppure di riposare, pensare, caricarci; può essere importante per vivere meglio quella che viene definita “lunaticità” e che sfocia nell’ “isteria femminile” di freudiana memoria.

Abbiamo cercato troppo a lungo di nascondere il nostro “lato lunatico”, di livellare l’umore perché per la nostra società è “disdicevole” essere così volubili, ma ogni livellamento in tal senso si ripercuote su qualcos’altro: si può diventare tanto chiuse e rigide da dominare con asprezza i nostri cari e “far pagare loro” col contagocce ogni nostra rinuncia; oppure trasformarsi in “amabili madri sempre presenti e sorridenti” ma con dolori fisici ovunque ed in particolare alla schiena, dolori che supplicano “io mi prendo cura di voi ma qualcuno si decide a prendersi cura di me per favore?”.

Ed è un errore, perché invece è opportuno che sia la donna ad aiutare intanto sé stessa col rispetto dei prorpi ritmi, affinchè riesca a donare serenità e salute anche ai prorpi cari e al piccolo mondo che la circonda.

Ma perché è così difficile per la donna accettare la propria lunaticità? La mutevolezza è stata associata in passato alla donna frivola, la cantante o ballerina che sia, andando indietro nel tempo alla prostituta, che ci conduce sempre più indietro nel tempo, alla sacerdotessa della Dea Madre e alle ierogamie (unioni sessuali sacre), colei che conosceva l’arte del femminile in tutti i suoi aspetti.

Demonizzare la sacerdotessa e la Dea che essa rappresenta aveva lo scopo di demonizzare gli aspetti naturali del femminile che segnavano il potere, ovvero l’io posso della donna all’interno della società.

Continua con: Gravidanza e parto, la seconda iniziazione

© 2007 Testo di Micaela Balice per ilcalderonemagico.it
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

Bibliografia:
M. BALICE, Simbologia lunare e tradizione popolare, in “L’Ombra – tracce e percorsi a partire da Jung”, V, 7/8, 1999
M. BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino) – visionabile c/o Biblioteca Municipale Casale Monferrato – Al
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M. GIMBUTAS, The Language of the Goddess, Thames & Hudson, 1989
M. GRAY, Luna rossa, Macro Edizioni, 2000
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V. NOBLE, Il risveglio della dea, Corbaccio, Milano, 1996
J. PAUNGGER, T. POPPE, Servirsi della luna, Tea Pratica, Milano, 1994
R. SICUTERI, Lilith, la luna nera, Astrolabio, Roma, 1980

Immagini: woman PH Ava Sol – Unslpash – Grafico Luna Rossa: Maria Giusi Ricotti http://www.ilcalderonemagico.it


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