La discesa di Inanna – il workshop di drammatizzazione sacra

LA DISCESA DI INANNA

drammatizzazione sacra sugli antichi testi

Una full immersion nei testi poetici, datati circa 2000 a.C., che narrano del mito della Dea Inanna: attraverso la discesa nel regno infero governato dalla sorella Ereškigal, la dea dell’amore e della guerra è costretta a spogliarsi dei suoi orpelli e della sua regalità, ma da questa discesa ne nasce un riscatto che la rende più regale che mai.

Un viaggio dell’eroe al femminile: un viaggio dell’eroina dunque, che diventa modello di molte delle narrative seguenti legate al mito di morte e rinascita sia in riferimento alle stagioni sia della psiche umana.

Durante il workshop verranno condivisi alcuni dei testi poetici sumeri e attraverso un lavoro creativo di comunicazione espressiva e corporea, verrà ideata una drammatizzazione sacra che sarà infine rappresentata come momento mitico e rituale per rivivere la discesa ed il trionfo della Dea.

La drammatizzazione, e la drammatizzazione sacra in particolare, permette a chi partecipa di vestire i panni del mito e di viverne in modo traslato le gesta: in questo senso ha valenza trasformativa poiché permette alla psiche di destrutturarsi rispetto ai soliti ruoli e di sperimentarsi in una veste nuova consentendole di rielaborare contenuti psichici archetipali in una maniera differente e rinnovata.

A tal fine il mito di Inanna è tra i più antichi e profondi, sopratutto per quanto riguarda l’archetipo della psiche femminile.

Il workshop è aperto a tutti e non sono richieste esperienze pregresse in campo artistico o teatrale ma solo la voglia di mettersi in gioco e sperimentarsi.

Attività:

  • Il mito di Inanna e Dumuzi: le radici sumeriche della nostra tradizione spirituale
  • Lettura e studio del testo antico: “La discesa di Inannna” nella traduzione di Wolkstein e Kramer
  • Lavoro di gruppo su comunicazione ed espressività corporea in relazione al testo
  • Rito e mito: importanza trasformativa della drammatizzazione
  • Lavoro di gruppo: costruzione collettiva del dramma
  • Drammatizzazione sacra rituale conclusiva

In fondo: 10 motivi per partecipare al workshop.

PROSSIME DATE:

Workshop Autunno 2021: presso Torino: data e luogho da definirsi.

Workshop 24 e 25 luglio 2021, Casa Divina Home Lorenzana (Pisa)

Minimo 5 persone, massimo 15.

Per avere maggiori informazioni non esitare a scrivermi, e se vuoi avere 10 buoni motivi per partecipare al workshop, continua a leggere sotto il form.

10 motivi per cui partecipare ad un workshop su Inanna

1) RIVIVERE IL MITO

Rivivere il Mito è un modo per riattivare parti arcaiche della psiche che ci riallacciano, attraverso gli archetipi, alla nostra natura umana primordiale.
La psiche è antica e naturale: per quanto noi veniamo costantemente limati dalla cultura a dimenticarcene, essa continua a comunicare con noi attraverso i sogni, gli istinti, l’intuito. Se non le diamo ascolto, si ammala, appassisce.

Rielaborare il mito di Inanna – dea Sumera Signora del Cielo che, nella sua discesa, affronta l’infero dove regna la sorella Ereshkigal – è un’ottima occasione per confrontarsi con parti della nostra psiche antiche ma ancora vive, istintive, umane, affamate e creative.


2) GODERE DELLA POESIA ANTICA

“O Padre Enki, non lasciare che tua figlia / Sia messa a morte nel mondo sotterraneo. / Non lasciare che il tuo argento splendente / Sia coperto dalla polvere del mondo sotterraneo./ Non lasciare che la tua pietra preziosa / Sia fatta in pezzi per il muratore./ Non lasciare che il tuo fragrante bosso / Sia tagliato per uso del falegname / Non lasciare che la sacerdotessa del cielo / Sia messa a morte nel mondo sotterraneo”

La poesia è antica quanto l’uomo: un canto dell’anima che ancora oggi ci travolge. Possiamo scrivere tanto ma i poeti colgono l’attimo con un sospiro di parole.

La poesia è sacerdozio ed è sciamanesimo: è la capacità di usare le parole in senso Magico, ovvero trasformativo e dirompente.

“La discesa di Inanna agli inferi” è un antico poema che nella versione a noi giunta è datato 2000 a.C. circa. Ma il suo archetipo è valido e presente ancora oggi.

3) RI-CONOSCERE LA PSICHE FEMMINILE

Inanna è una dea, una divinità tra le più importanti del pantheon sumero, eppure anche lei ci casca: si innamora di un rozzo pastore (lei, bella e raffinata), gli concede il suo trono, glielo affida quando decide di discendere agli inferi e …
Quanto noi donne sappiamo sacrificarci per chi amiamo? Quante volte moriamo a noi stesse per lasciare spazio agli altri? Quante volte accettiamo di spogliarci della nostra identità pur di preservare un bene più grande?
Quante volte ci troviamo nostro malgrado negli inferi e ci chiediamo come ci siamo finite e come uscirne?

Il mito di Inanna può darci una mano ad elaborare elementi archetipali della psiche femminile, biologici e/o culturali,  che volente o nolente condizionano le nostre scelte, e forse anche il modo in cui lei se la cavò potrebbe esserci di aiuto.

4) SAPER RINASCERE

La vita ci pone delle sfide, la natura stessa ci spinge a cambiare: da bambini ad adolescenti, da adolescenti ad adulti e poi anziani. Nel frattempo lasciamo amici, amanti, lavori, città… Ogni cambiamento è una sfida, ogni cambiamento è una morte rituale ed una nuova rinascita. Potremmo anche vivere adagiandoci ed accontentandoci di quello che abbiamo, ad un certo punto, e non muoverci più, ma se non sappiamo rinascere ogni volta non resta che una lenta morte della psiche.

Affrontare le morti che il cambiamento ci pone è il modo migliore per vivere con pienezza.

5) STEREOTIPI VS DUMUZI

Dumuzi (Tammuz nel mito successivo Assiro-Babilonese) viene descritto come uno che ha rinunciato per amore al regno di sopra per sacrificarsi nel regno di sotto almeno sei mesi all’anno e dando vita al ciclo delle stagioni. Dai poemi dedicati alla dea Inanna invece, ne esce un ritratto meno compiacente: Dumuzi non solo approfitta del trono lasciato vuoto dalla consorte sedendovici sopra senza neppure mettersi alla ricerca di lei, ma, quando gli viene chiesto di prendere il suo posto nel regno infero, scappa a gambe levate e per un bel pezzo del poema. Finché….

Dumuzi in precedenza, fu in qualche modo offerto a Inanna come sposo con una certa forzatura: lei amava l’agricoltore, non il pastore Dumuzi. Perché questo cambio?

Siamo ad una svolta storica, quando nacquero questi miti, e le invasioni dei nomadi (pastori) occupavano sempre di più (e con violenza) zone in precedenza pacifiche e con culture matriarcali o matristiche. Rileggere il mito ci aiuta anche a rileggere la storia e soprattutto le false credenze con le quali siamo cresciutə ancora oggi, a quattromila anni di distanza.

6) LA DRAMMATIZZAZIONE SACRA È SCIAMANESIMO

Nella ritualizzazione del mito, secondo le culture tradizionali, la drammatizzazione degli eventi sacri è parte fondamentale della comunicazione col divino: è un atto sciamanico. Non solo vengono richiamate le forze elementali e divine, ma il ripetere gli antichi gesti permette all’evento sacro di tornare ad essere vivo ancora una volta e a manifestare ancora una volta il suo potere trasformatore.

Il mito della discesa di Inanna agli inferi è un potente atto trasformatore e la drammatizzazione sacra ne permette la condivisione tra i partecipanti.

7) LA POTENZA DRAMMATIZZAZIONE

La drammatizzazione ha un potere trasformativo molto forte in quanto agire e re-agire vestendo i panni di una personalità diversa dalla propria permette di mettere in gioco modalità psichiche che non siamo abituati ad usare. Ciascuno di noi per cultura, esperienza e carattere, stimola e fa crescere alcune modalità relazionali piuttosto che altre. Talvolta queste ci conducono verso la libertà, talaltra possono trasformarsi anche in limiti, barriere, prigioni dalle quali non sappiamo uscire reiterando gli stessi comportamenti all’infinito, anche se sappiamo che non ci portano bene.

La drammatizzazione spezza l’abitudine: ci consente di vestire altri panni e sperimentare parti di noi che non abbiamo potuto utilizzare prima o che forse non sapevamo neppure di conoscere.

8) RITROVARE LE NOSTRE RADICI

I testi antichi contengono i semi della nostra cultura, semi che non solo ci fanno crescere dal punto di vista dell’informazione, ma che soprattutto fanno parte della nostra psiche collettiva. Le nostre società nei secoli si sono plasmate su questi presupposti (sacri, morali, etici, scientifici) e non altri. Conoscere alcuni di questi testi è un modo per ri-conoscere da dove veniamo e perché siamo plasmati in questo modo. Ci aiuta a comprendere i rapporti fra i generi, i nostri concetti di relazioni affettive, il nostro legame con il divino o con il terreno (religiosità e scienza) e anche il perché i rapporti di potere sono così sbilanciati.

La poesia antica inoltre sonda l’animo umano in modo profondo facendoci comprendere che, in fondo, non siamo cambiati poi molto.

9) STIMOLARELA CREATIVITÀ

Viviamo in epoca in cui la creatività è una caratteristica importante nella comunicazione: dobbiamo essere creativi e originali per ottenere attenzione, ma alla fine non ci accorgiamo che replichiamo gli stessi modelli che “vanno di moda”.

Cos’è quindi “creativo”? La creatività si può trovare oltre la comfort zone, oltre le nostre certezze e ciò che diamo per scontato. Lì vive il pensiero che stravolge le regole e gli stereotipi. Andarci insieme, fuori dalla zona comfort, è meglio che andarci da soli.


10)  CELEBRARE INSIEME

La drammatizzazione sacra ha un aspetto celebrativo da non sottovalutare. Ogni celebrazione, in quanto replica rituale di un gesto antico e sacro, è di per se stessa drammatizzazione sacra. Nel rendere puro un gesto, un’azione, noi ci apriamo ad un mondo altro, divino, nel quale gli atti diventano azioni di guarigione spirituale, animica e forse anche corporea.

A questo servono le celebrazioni. Essere comunità, gruppo, fratelli e sorelle, amplifica la potenza del gesto e del rito: insieme siamo più che da soli.

Spero di vederti a drammatizzare con me la Discesa di Inanna.

Micaela Balìce
Pedagogista con indirizzo Sociologico, Formatrice, Naturopata.
Formazione, supervisione, holistic coaching, social media management e consulenze per enti e privati.
Studiosa di miti e linguaggio dei simboli.

Immagine: Françoise Foliot – Private collection Wikimédia France, Paris, CC BY-SA 4.0

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