Quattro poesie per i quattro elementi

FUOCO

Fuoco
del tuo gioco turbinoso
tutto fai tuo:
e del calor mattutino
che scalda le stanze
dei miei gelidi inverni;
e dell’alchemico ardore
che muta i cibi
in delizie dalle arcaiche cotture.

E, Fuoco, tu che
beffardo e illecito
spunti dal ventre mio
quando Beltane sorge
impudente
mentre volgo lo sguardo
al giovane uomo che passa.

E Fuoco ancora
d’amor
quando il seno mio di madre
si gonfia impavido
di latte bruciante
mentre avido il cucciolo mio
con foga s’attacca.

E Fuoco ancor
per l’arte, la vita:
la passione d’esistere
con animo vigile.

E Fuoco, delle mie notti solitarie
quando il pensier volgo
al Mistero e ai suoi misteri
e stanca del non trovar risposte
spengo con un soffio
la candela della mente mia
per quietarmi
nel riposo lunare.

TERRA

Terra bruna,
terra scura
come i solchi
sul volto di mia nonna;

il basso, la forma,
l’anelito antico
del respiro di madre.

Terra, terra,
vizio assurdo,
assurdo legame,
lacrime e passione
d’esser distesa
orizzontale
o nella morte
o nell’amore
tra le tue braccia
dove tutto nasce
dove tutto muore.

Terra, madre mia:
umido ventre di vita
ed io, seme tra i molti,
nella mia stagione
non ancora finita.

ARIA

Attendo impaziente
ogni fine d’inverno
che sollevi la bruma
e arrivi alle mie narici
l’odore dell’Est.

Quando ciò accade,
complice la Luna,
so che il Tempo è arrivato
della nuova stagione.

Così tu giungi,
col falco pellegrino,
a portarmi notizie da Oriente
dove i misteri narrano
di ciò che è già stato.

Ed io adoro,
insetto,
volare nel tuo vento
e lasciarmi cullare,
ala,
dalle celesti maree.

Il tuo canto maestoso
piega il pioppo se turbato,
o libera il cielo da oscure nubi
se complici le mie preghiere
per un giorno di sole.

E la lezione che da Te imparo
è l’ascolto del nuovo
che passa tra i sensi.

È il dialogo vivo
tra ciò che ho dentro e m’esce
e ciò che straniero m’entra:
il respiro che ritma i miei giorni
fino al mio ultimo sorriso.

ACQUA

Regina del Tempo
tu che profonda e fluida scorri
insegnandomi l’Eterno
dal quale nacqui
nuda ed inerme;
che mi battezzasti alla vita
col tuo bacio umido
mentre uscivo
dalla morbida stretta scura
del ventre di mia madre.

Tu che dentro di me
vivi
nutrendo le mie cellule,
ossigeno abbracciato ad idrogeno
in una danza inebriante:
casto liquido
che tutto ricordi,
che il ricordo porti
ovunque ti posi.

Tu che nell’amplesso con la Terra,
al tramonto occidentale,
humus diventi
e col lombrico operoso
trasformi la scorza del seme
in fecondo germoglio.

Tu che ristori,
pioggia,
la mia sete di vita
e maestosa ti sollevi
oltre ogni vetta immaginata
dall’umano immaginare
come monito
all’arroganza degli uomini.

Battezzami paganamente ancora:
lava della mia età le colpe
e donami
nuda e nuova
la mia ennesima possibilità.

Poesie di Micaela Balìce.

Fuoco, Aria e Acqua pubblicate in Agenda della Dea – Sognatrici del Tempo Ed. Guardamagna 2012. Terra bruna pubblicata in I giardini di Inanna, Akkuaria, 2011.
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice, è vietata.

Tutti i miei libri.

Le mie poesie online.

Immagine di copertina: Wallhere.com

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