Workshop Solari: il tempo nella tradizione popolare contadina

Una serie di mini-workshop online dedicati alle 8 porte di passaggio del calendario contadino, secondo la tradizione popolare rurale italiana.

Prossimo workshop sabato 30 luglio 2022: Le Feste dei Frutti. Vai alle date dei workshop.

La circolarità del tempo agricolo

In genere si considera il tempo come una linea, un continuo crescendo numerico indice di evoluzione senza fine, di “sempre meglio rispetto al passato”.
Gli antichi l’hanno invece sempre considerato come un cerchio, o meglio: una spirale che si arrotola su se stessa ripetendosi uguale e diversa ogni volta.
Il tempo agricolo, come quello magico, non è lineare: il tempo della Terra e di chi la ama è circolare.

Nella ripetizione troviamo la sicurezza, le leggi e le regole.
Nella trasformazione la speranza del cambiamento, del mutamento, del miglioramento.

Nel computo del tempo secondo la tradizione popolare, due sono i movimenti: il solare e il lunare.
Il movimento solare ci indica non solo il trascorrere dei giorni, dei mesi o degli anni ma sopratutto quello delle stagioni che porano a vita le semenze e fan maturare i frutti. E’ indicato dal numero 12, ha energia mascolina e fecondante.
Il movimento lunare ci segnala le settimane, le notti, le mutazioni climatiche. E’ indicato dal numero 7 e dal 13, ha energia femminina ed è generativo.

In modo intuitivo le culture agresti hanno sempre celebrato questi movimenti, e mentre i dotti studiavano i calendari più adatti a rappresentarli in territori tanto vasti ed in modo uniforme, per i contadini allineare le porte del sole con la ciclicità lunare è sempre stato un fatto empirico: osservare. Osservare il cielo, gli uccelli, le gemme e via dicendo.

Osservare e ricordare: con proverbi, con storie, allegre o spaventose, raccontate gli inverni ai bambini affinché imparassero, affinché ricordassero.

Nel tentativo di recuperare un arcaico calendario agreste nativo, così come poteva presentarsi nelle campagne prima della evangelizzazione cattolica, le varie festività popolari sono state ricondotte ai rispettivi snodi energetici ri-generando quello che nella contemporanea tradizione pagana viene chiamato Ruota dell’Anno.

Le feste legate alla Ruota dell’Anno sono feste solari che scandiscono equinozi, solstizi ed i tempi intermedi, indicando la potenza e la durata della luce e del calore (puoi approfondire leggendo gli articoli dedicati sul sito).

Le celebrazioni delle fasi lunari che scandiscono le settimane hanno il loro culmine in genere nei pleniluni, anche se alcune culture o tradizioni ne celebrano l’inizio al novilunio (puoi approfindire con il libro Lunarium, i Moon Mindfulness o leggendo gli articoli relativi sul sito).

Tra queste porte principali del calendario solare si inserivano le feste dedicate ai Santi, i dì d’la marca come venivano chiamati in Piemonte: i giorni di marca che indicavano l’andamento climatico a seconda di come si presentava il cielo quel giorno, dato estremamente significativo per le culture agricole che dovevano, con queste previsioni, determinare i momenti giusti per semine, raccolti, conservazioni e via dicendo.
Con l’avvento del Cattolicesimo a tali giorni venne assegnato il culto dei Santi e le due tradizioni si fusero.

Ad entrare in gioco in entrambi i computi del tempo sono le energie: quella del sole che durante l’arco di un anno giunge al culmine fino a far maturare i frutti per poi morire, cedere, sparire nell’inverno del tempo e rinascere così nel Natale della vita.

E quelle lunari, settimanali, che in soli 29 giorni circa attraversano lo zodiaco intero, gonfiandosi e contraendosi per rigonfiarsi ancora e replicando ad alta frequenza il ciclo solare annuale. Queste energie lunari spingono i liquidi (che governano) verso l’alto stimolando la crescita delle piante, l’innalzarsi della linfa oppure ne contraggono le fibre, favorendo le radici.

Provare ad utilizzare queste energie, a rispettarle, a leggerle in ciò che la natura stessa ci mostra potrebbe essere un primo per recuperare quell’armonia spezzata col nostro stesso ambiente.

L’altro passo potrebbe essere recuperare il ricordo, anzi: la sapienza; il legame antico e sincero con la Terra.
Così come hanno sempre fatto, se non i nostri padri, i nostri avi.

©2008 – 2022 Testo di Micaela Balice
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.

I workshop

Per maggiori informazioni sui workshop compila il form a fondo pagina specificando il mini-workshop di tuo interesse. Grazie

LE FESTE DEI FRUTTI

Sabato 30 luglio 2022, h. 9.30-12.30
online

Le Feste dei Frutti sono quella serie di eventi e celebrazioni che si collocano, nella cultura agreste, tra la fine di luglio e la metà di agosto.

Celebrano il raccolto, i frutti ottenuti col duro lavoro e la complicità di Madre Terra.

Nel workshop approfondiremo la tradizione agraria italiana relativa, in un mix di processioni di Madonne e antichi riti di caccia allo Spirito del Grano.

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LE ERBE DEL SOLSTIZIO

Sabato 11 giugno 2022, h. 9.30-12.30
online

Le erbe del solstizio sono quelle erbe spontanee e aromatiche che secondo la tradizione popolare vanno raccolte tra maggio e giugno e benedette la notte di san Giovanni, quella tra il 23 e il 24 giugno.
Tali erbe avrebbero accompagnato le famiglie lungo l’anno a venire con le loro proprietà curative, proprio come una piccola farmacia domestica.

Nel workshop conosceremo meglio queste erbe, le loro proprietà ma anche i miti ad esse collegate e come utilizzarle per il nostro benessere.

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Micaela Balìce
Pedagogista con indirizzo Sociologico, Formatrice, Naturopata Floriterapeuta, Autrice.
Formazione, orientamento, social media management e consulenze per enti e privati.
Studiosa di miti e linguaggio dei simboli in particolare nel campo della Medicina Popolare.

Immagini: croce di brigid foto dell’autrice, le altre free su Unsplash

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