Fisiologia al femminile: la menopausa, uscire dal ciclo

Questo aticolo è stato scritto nel 2007 per il sito web Il Calderone Magico ed è il settimo ed ultimo articolo della serie legata al femminile ed al suo legame psichico e biologico con gli influssi lunari. Lo riporto integralmente senza modifiche nonostante l’età.

1 – La scoperta del proprio sé ciclico
2 – Fisiologia al femminile, la fisiologia lunare
3 – Il Lunario mestruale
4 – Luna Rossa, la prima iniziazione
5 – Il ritmo mestruale
6 – Gravidanza e parto, la seconda iniziazione
7 – Menopausa, uscire dal ciclo

la menopausa

Il passaggio alla menopausa (climaterio) nonostante in passato abbia avuto un grande significato rituale, oggi è vissuto spesso solo come un fastidioso tormentone ormonale che deve essere ridotto al silenzio da qualche farmaco per rendere la donna libera da quei noiosi malesseri.

Se tutte le donne conoscessero il reale e ancestrale significato della menopausa non si lascerebbero irretire così facilmente dalle pastiglie colorate e forse la vivrebbero con minore disagio.

Il potere del femminile che si è espresso con ciclica irruenza dalla pubertà fino alla fine dell’età fertile, ora passa ad una nuova fase. La donna non è più soggetta alla luna e diventa “l’anziana” colei che per esperienza sa trovare la costanza nella mutevolezza.

Le mestruazioni, come abbiamo visto, erano la possibilità di entrare in contatto con l’interiorità, di purificarsi e di essere un ponte tra il mondo fisico e quello sottile. Questa esperienza mensile era però soggetta a mutamento, pertanto la donna era costretta a modificare il suo assetto energetico di continuo trovandosi a fasi alterne nell’energia del “dare” o nell’energia del “concentrarsi in sé”, e a fasi alterne a essere pienamente nel mondo fisico o a “fare da ponte” con l’interiorità misteriosa.

Tale lunaticità è servita al potere generativo per creare nuovi esseri viventi perché donna nella sua fase feconda ha donato la vita.

Nella menopausa lentamente questa ciclicità si esaurisce. “Essa non percepisce più la vita in modo ciclico ma è in equilibrio tra il mondo interiore e quello esteriore. Da questa posizione privilegiata di contatto costante con i due mondi, la donna che ha superato la menopausa è in potenza, proprio per sua natura, sacerdotessa, sciamana, guaritrice e veggente.

Ella ha costante accesso alla dimensione di vita del mondo interiore che è accessibile alle donne mestruali solo una volta al mese.

La consapevolezza e l’ispirazione che si può trovare nelle donne anziane era assolutamente riconosciuta in passato e tali donne erano riverite come consigliere e come guide e la loro funzione era quella di mantenere costante il legame tra la comunità e il mondo spirituale.” (M. Gray, “Luna Rossa”)

La menopausa ha inizio con una crescente irregolarità del ciclo. Sicuramente più la donna è consapevole della sua femminilità più è in grado di accogliere questo momento e i suoi sintomi con naturalezza.

I cicli irregolari indicano che la propria fertilità si sta esaurendo. È significativo a questo proposito che, mentre nell’uomo lo sperma viene prodotto ogni volta che ce n’è bisogno, il numero di ovuli che la donna possiede nelle sue ovaie è determinato sin dal principio.

Ogni mese, dalla pubertà in avanti, un ovulo si stacca e compie il suo ciclo. Terminati gli ovuli la donna è libera dal suo karma riproduttivo.

L’aspetto indicativo è che ogni donna, sin dalla nascita, ha un numero di possibilità riproduttive già stabilito a priori, ed è a priori la sua capacità riproduttiva contrariamente a quella maschile che non ha una fine determinata.

Dunque, essa esce dalla ruota delle nascite. Può stare tranquilla, vivere senza più quella ciclicità obbligatoria che sebbene l’abbia arricchita molto l’ha anche molto condizionata.

“Come avveniva nell’infanzia, la donna che ha superato la menopausa, focalizza tutte le sue energie in una direzione; ma invece di volgerle verso l’esterno come succedeva quando era bambina, le dirige ora verso l’interno.

Mentre le energie della bambina sono lineari e quelle della donna mestruale sono cicliche, quelle della donna che ha superato la menopausa possono essere considerate un punto fisso o una sorgente.

La fase mestruale della vita consiste in una serie di discese nel mondo interiore durante il periodo delle mestruazioni che hanno lo scopo di rinnovare e portare nel mondo esterno le energie creative.

La donna in menopausa, che ha dei cicli irregolari, discende nella sua oscurità interiore ma a volte non ritorna rinnovata alla sua fase giovanile passando attraverso le mestruazioni e, dopo qualche tempo, non vive più questa trasformazione e si riposa nel mondo interiore.” (M. Gray, “Luna Rossa”).

Anche nelle leggende e nelle favole, la vecchia strega o regina che sia, vive in qualche modo ritirata e sicuramente ha poteri magici maggiori di quanto non ne abbiano le giovani spesso vulnerabili al male.

La donna dopo la menopausa entra nella sterilità. Questo aspetto non appartiene all’uomo: l’uomo è potenzialmente fertile fino alla morte, la donna no. Ad un certo punto si ritira.

Ha già dato e la sua sterilità significa che è altro: non è più bambina, non è feconda come una fanciulla, non è più potenzialmente madre, lo è già stata.

È sterile, è la donna anziana. Oramai risiede nel mondo interiore percependo il mondo esterno da questa prospettiva.

La donna anziana è l’insegnante; tramanda con l’esperienza che la contraddistingue, dentro il clan delle donne, le sue conoscenze utili: dall’esperienza nel prendersi cura degli altri, alla consapevolezza femminile con i suoi misteri.

Segue le fanciulle entrate in pubertà, le madri in gravidanza, la cura dei piccoli. È anche la Guaritrice: chi più di lei ha maturato sufficiente esperienza della Vita per comprendere le manifestazioni del dolore, della malattia. Chi più di lei ha già curato i propri cari, sperimentando (come accadeva fino a pochi anni fa) le erbe dell’orto per la febbre o il raffreddore, gli impacchi per le contusioni e via dicendo.

L’anziana sa, conosce, pertanto prepara le altre ad affrontare le fasi della vita che devono ancora superare. Rappresenta “il ciclo nella sua interezza”, perché oramai è fuori dal ciclo.

Non ha più uscita di sangue, per cui rappresenta il sangue stesso, la fertilità sterile o la sterilità feconda.

“La donna che ha superato la menopausa ha la possibilità di offrire la conoscenza e l’esperienza del mondo interiore, sorgente creativa divina da cui tutto deriva. Possiede anche la capacità di amare e accudire gli altri, non nel modo di nutrice, ma come iniziatrice della coscienza spirituale.

Anche nella società moderna, molto più materialista, questa coscienza del mondo sottile è riscontrabile nel gran numero di donne anziane che si ritrovano per pregare o che creano congregazioni religiose e spirituali. Per la donna anziana tutte le donne mestruali sono come delle figlie e tutte le donne che, come lei, hanno passato la menopausa sono sue sorelle.” (M. Gray, “Luna Rossa”)

Il passaggio alla menopausa sottolinea, dunque, un grande cambiamento nella percezione della vita: la percezione ciclica dell’esistenza si trasforma ed è il mondo interiore a predominare. Ciò comporta l’accettazione del passato ed il superamento del dolore dell’accettazione che tale passato è oramai morto e non tornerà.

Questa maturazione è di fondamentale importanza: se prima la donna era portatrice del mistero della vita, ora ella è la guida al passaggio della morte. Torna il parto interiore, come trasmutazione continua.

L’accettazione del passato e della sua intrinseca morte (ciò che è stato è per natura morto: rimane vivo solo il ricordo) comporta la capacità di staccarsi dagli eventi, dalla materialità, la capacità di avere lo sguardo dell’aquila dall’ampia prospettiva.

È la capacità di lasciare andare le cose per poter essere leggeri e concedere spazio ad altro, al rinnovamento, alla vita futura che, nella tarda età, diventa la trasformazione ultima della morte.

Anche qui le considerazioni su come l’odierna cultura occidentale neghi e rimuova la morte come fatto ineluttabile sono molte e ci si dilungherebbe alquanto. In realtà è innegabile che abbiamo due sole certezze nella nostra esistenza: che nasciamo e che moriamo. Spesso impieghiamo molte energie a tentare di dimenticare quest’ultimo aspetto, peraltro inevitabile, ma pochissime energie sul come ha senso morire.

Ci troviamo impreparati di fronte alla nostra seconda nascita, alla porta verso il mistero che siamo costretti, oltre ogni razza e religione, a dover varcare prima o poi.

La donna sterile, così come l’uomo nella sua andropausa, dovrebbero invece essere i portatori di tale esperienza. Concentrati, man mano che trascorre il tempo, sempre più verso una dimensione interiore, potrebbero e dovrebbero trasmettere la loro esperienza ai giovani per insegnare non solo come vivere ma anche come morire.

Questa è la saggezza della Terza età, la grande ricchezza oggi rinchiusa in una Casa di Riposo.

“Il modo in cui la donna vede il futuro senza il ciclo dipende da come ha trascorso la sua vita mestruale. Per molte donne la fine del ciclo rappresenta la fine della fase orientata verso i bisogni degli altri e l’inizio dì un periodo in cui vivere più per se stesse. Il rito di passaggio della Menopausa permette alla donna di accettare il suo passato e il dolore per la sua perdita e di focalizzarsi sulla nuova percezione della vita. Le permette anche di sentire la fine di una parte della sua vita e l’inizio di una nuova.” (M. Gray, “Luna Rossa”)

Con la menopausa finisce il ciclo fisiologico del femminile.

Abbiamo visto che la natura della donna è estremamente complessa, sia dal punto di vista fisico, sia di conseguenza da quelli energetico, psicologico, spirituale.

Tali complessità non sono sindromi o disfunzioni ma la ricchezza del femminile, il suo potere vitale.

Una grande differenza intercorre tra la donna e la sua controparte maschile. Non stupisce che l’uomo abbia notevoli difficoltà a comprendere la mutevolezza della sua compagna in quanto è spesso già la donna stessa a non riuscire a sviluppare la necessaria consapevolezza.

Un sistema sociale che tratti uomo e donna come eguali è sostanzialmente errato: niente è eguale e, se l’unità di misura diventa il maschile, inevitabilmente i dolori del mestruo, le trasformazioni della gravidanza e, infine, i disagi della menopausa sono leggibili solo come aspetti di “malattia”, di scorretto funzionamento.

La speranza sta nella presa di coscienza (infine reciproca) della prorpia essenza fisiologica, espressione a livello materiale di un’altra essenza che appartiene alla grande danza della vita, dei due opposti che si uniscono e si rilasciano in un ritmico amorevole pulsare.

© 2007 Testo di Micaela Balice per ilcalderonemagico.it
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata
.

Bibliografia:
M. BALICE, Simbologia lunare e tradizione popolare, in “L’Ombra – tracce e percorsi a partire da Jung”, V, 7/8, 1999
M. BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino) – visionabile c/o Biblioteca Municipale Casale Monferrato – Al
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M. GRAY, Luna rossa, Macro Edizioni, 2000
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Immagini: woman PH Ava Sol


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