La lisciva di cenere: come farla in casa e usarla per pulire in modo sostenibile

Era il 2007 quando nel mio vecchio sito strie.it dedicavo uno spazio alle pulizie eco, ovvero ricettine varie con ingredienti che si possono trovare in cucina per fare le pulizie senza inquinare o, come diremmo oggi, in modo sostenibile.

Non eravamo in molti a scrivere online di ecologia o, come si diceva allora, decrescita: ovvero uno stile di vita che anzichè puntare sulla produzione e consumo continui senza tenere conto neppure dell’ambiente e della salute, si focalizzi sul produrre e consumare meglio, con qualità e con rispetto per l’ecosistema a cui apparteniamo e che è parte del nostro stare bene.

Allora vivevo in collina ed avevo un bel putagé, che in piemontese è la stufa a legna che fa anche da cucina. Un sistema altamente sostenibile visto che riscaldava, cucinava e produceva anche cenere utile per mille usi.

Uno di questi, antico come il mondo, era come detersivo per biancheria: dalla cenere di legna si produceva la lisciva, utilizzata dalle donne del nostro continente per fare il bucato.

Il procedimento era lungo e prevedeva cotture e filtraggi ma io ero affascinata da questa stregoneria tutta femminile e volevo provarla.

Trovai nell’internet di allora una ricetta di una certa Silvana, che ora non è più disponibile in rete. La provai, funzionò e la utilizzai per anni.

Punti di forza: lava (nel senso di pulisce), sbianca sopratutto se i panni sono messi al sole, è economica e sostenibile visto che nasce dal riciclo, si conserva senza problemi.

Punti di debolezza: bisogna uscire dalla logica che bianco fosforescente = pulito perché questo si ottiene solo con prodotti chmici ed è poi un condizionamento della nostra mente indotto dal marketing, perché pulito non necessariamente significa bianco.

Il secondo punto di debolezza è che se smetti di usare i soliti detersivi che utilizzate di solito potresti vedere emergere delle macchie: tranquill*, c’erano anche prima ma le sostanze nel detersivo le mascheravano. Si chamano sbiancanti ottici o azzurranti.

Ti ricordo ancora che la lisciva è basica (a base di potassio) per cui non è abbinabile con prodotti acidi (tipo aceto come ammorbidente) perché si annullano gli effetti a vicenda (a meno che non presti attenzione nell’aggiungere l’aceto solo a fine lavaggio).

Ed ecco la ricetta.

Come fare la lisciva

Setacciare della buona cenere di legna. Non carbonella o affini.

Disporla in una grossa pentola (espressamente destinata a questo uso) e aggiungere acqua in rapporto di 1 cenere – 5 acqua (io metto 5 bicchieri di cenere setacciata e 25 di acqua). Per esperienza non fare il contrario (prima l’acqua e poi la cenere) perché la lisciva risulta più torbida.

Portare ad ebollizione a fuoco lento, mescolando di frequente.

Far bollire circa 1 ora e mezza, 2 ore (dipende dalla quantità di acqua). E’ consigliabile a fine cottura assaggiare giusto una goccia posandola sulla punta della lingua: se pizzica appena la lisciva è pronta. Non eccedere nella bollitura in quanto diverrebbe troppo forte ed aggressiva per la pelle e l’ambiente.

• Lasciare raffreddare e decantare (magari la notte…). La parte solida si depositerà sul fondo, il liquido risulterà limpido e chiaro.

• Preparare un recipiente con qualche straccio di cotone pulito teso sopra. Versare la lisciva nel recipiente filtrandola e cercando di mantenere separate la parte solida dalla liquida. Se necessario ripetere l’operazione.

• Versare la parte liquida (lisciva) in bottiglie di plastica. Si conserva anche per anni.

• La pasta puoi metterla in un vasetto e usarla come pasta lavamani, per lavare i piatti, i lavelli etc.

La lisciva è utilizzabile sia per il bucato a mano sia per quello in lavatrice. Io la usavo in lavatrice, con una pallina dosatore.

E se non sei soddisfatt* o non vuoi pasticciare con la cenere, ecco un’altra ricetta per un detersivo in polvere per lavatrice fai da te:

300 g. di sapone di marsiglia grattugiato, 150 g. di carbonato di sodio che troviamo al supermercato come Soda Solvay e 50 g. di bicarbonato di sodio tutto mescolato ben bene. Due o tre cucchiai in lavatrice sono sufficienti sia per bianchi sia per colorati.

Spero che ti sia stato utile questo articolo e se vuoi puoi raccontare la tua esperienza lasciando un un commento in fondo al post.

© 2007-2020 Testo di Micaela Balice
Qualsiasi riproduzione, senza esplicito consenso dell’autrice è vietata.


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